Di cosa parliamo quando parliamo di ‘paper art’?

Ah, la carta. Appena riusciamo a tenere le mani sufficientemente strette, ci viene messa in mano una matita, e davanti un foglio… ma il foglio tante volte lo diamo per scontato, perché l’importante è quello che ci posiamo sopra, il segno, il colore.

Tante volte dimentichiamo che la carta può essere il materiale primo, e talvolta unico (aiutata casomai da colla e forbici) per originali composizioni e creazioni.
Purtroppo anche in questo campo le nostre esperienze non ci vengono in aiuto, e consideriamo il “lavorare la carta” un “lavoretto”, una cosa da bambini.
Per questo preferisco parlare di paper craft, e soprattutto paper art, usando le parole inglesi e non il corrispondente italiano, così ci mettiamo un po’ più di attenzione, quando ne parliamo.

Faccio l’ultima premessa, che può sembrare banale: la carta è un materiale, come la lana o il legno. Se chiedo quanti di voi sanno lavorare la lana, otterrò in risposta delle distinzioni: “Io so lavorare all’uncinetto!” “Io a ferri.” “Io mi occupo di tessitura, di macramè….”
Con la carta, invece, pare che tutti sappiamo fare un po’ tutto – perciò serve un momento per fermarsi e capire che non è così.

Ecco, questo post serve appunto a questo, un elenco ragionato di “arti della carta” di cui presentare esempi eccellenti e buone pratiche.
Per ogni specialità trovate alcuni profili Instagram da seguire e sfogliare per capire come un materiale d’uso così comune possa essere protagonista di vere e proprie opere d’arte.

'The quivering Trinity' by Ankon Mitra (Oritecture)
‘The quivering Trinity’ by Ankon Mitra (Oritecture) (Video)

La specialità più conosciuta in cui usa la carta è… l’origami (vi ho sentiti finire la frase, eh!): si tratta di piegare un foglio di carta secondo schemi predefiniti per ottenere una forma, astratta o figurativa.
Immagino che tutti sappiamo fare un modello semplice, almeno la barchetta o un aereo, ma ci sono persone che raggiungono livelli tali da riuscire a fare figure e animali dall’aspetto molto verosimile, talvolta anche di grandi dimensioni, oppure grandi pezzi non figurativi, che uniscono la leggerezza del materiale alla complessità della piegatura.
Uno dei miei preferiti è Ankon Mitra, che crea modelli grandissimi ed evocativi, usati come sculture o rappresentazioni.
Per alcune realizzazioni complesse, che richiedono pieghe rotonde (quasi un ossimoro…) oppure molto piccole e ravvicinate, si usa bagnare la carta: in questo caso, si parla di wet origami.

Gatto in origami 3D da _daniela.com.ar_
Gatto in origami 3D da _daniela.com.ar_. Nel suo profilo Instagram trovate anche tutte le fasi dei progetti.

Due tipi di origami che forse ci sono meno familiari sono l’origami 3d, in cui si piegano dei piccoli moduli, che poi vengono uniti a formare figure tridimensionali, e l’iris folding, in cui piccoli pezzi di carta piegata vengono sovrapposti in linee decorative per riempire le forme intagliate in un altro foglio.
Probabilmente il modo migliore per capire le due tecniche è vederne degli esempi. Perciò vi consiglio Daniela per il 3d origami (nel suo profilo Instagram fa vedere tutte le fasi della lavorazione di un modello), e Susi Godfrey per l’iris folding.

Conchiglia con tecnica 'iris folding' di Susi Godfrey
Conchiglia con tecnica ‘iris folding’ di Susi Godfrey

Una categoria di paper artist che invidio moltissimo, sono quelli che fanno papercut, cioè intagliano la carta per ottenere delle illustrazioni.
Nel campo delle silhouette, cioè i disegni fatti con un solo colore, nel quale i ritagli rappresentano lo spazio negativo, gli esempi da citare sarebbero molti: voglio però presentare anche a voi una persona che seguo molto volentieri, perché mi piace il suo stile, un mix di illustrazione, disegni tattoo e pezzi geometrici dettagliatissimi: Maria Marinoni – Desìr Creative Studio. Per conoscerla meglio, leggi la sua intervista!

Un dettagliato lavoro in papercut di Maria Marinoni - Desìr Creative Studio
Un dettagliato lavoro in papercut di Maria Marinoni – Desìr Creative Studio

Un altra forma di papercut consiste nel ritagliare fogli di cartoncino colorati per ottenere vere e proprie illustrazioni, talvolta anche con effetti 3d. Molti artisti abbinano a questo tipo di papercut lo stop motion, per creare… cartoni animati, nel senso più proprio del termine. A me piacciono molto quelli di Margaret Scrinkl, perché ad illustrazioni semplici abbinano tecniche molto raffinate (guardatevi i suoi “making of” nelle storie di Instagram o nella sua pagina su Behance, poi mi direte!). Allego qui sotto uno dei suoi video: le figure sono tutte di carta colorata e ritagliata da lei!

Continuiamo il momento-invidia con un’altra tecnica: il quilling. Qui si tratta di usare la carta, o meglio del cartoncino leggero, tagliato in piccole strisce, che vengono incollate sul fondo per un bordo, creando un effetto di righe più o meno ravvicinate.
Sul nome da prendere ad esempio in questo caso non ho un momento di dubbio: Yulia Brodskaya, una giovane russa che con questa tecnica riesce a creare vere e proprie opere d’arte!

Fiori con la tecnica Quilling di Sharv's Quilling
Fiori tridimensionali realizzati con la tecnica quilling di Sharv’s Quilling

Con il quilling si possono anche realizzare composizioni a più strati, o veramente tridimensionali, come i fiori di Sharv’s Quilling.

Un particolare tipo di quilling si ottiene arrotolando stretto il cartoncino a formare dei cilindretti: si tratta in questo caso di coiling, come in questo esempio di Judith+Rolfe, una coppia di architetti e artisti statunitensi.

Un esempio di tecnica
Un esempio di tecnica “coiling” da Judith+Rolfe

Il collage, che si può fare solo con la carta o alternandola ad altri materiali, è un altra cosa che abbiamo sperimentato fin da piccoli, ma che artisti di ogni epoca hanno nobilitato per creare pezzi unici e sorprendenti.
Ho scoperto da poco il profilo Instagram di Giulia Adriana Leone, che proprio mediante il ritaglio e il collage di immagini provenienti da libri antichi crea le “dreambox”, affascinanti scenografie a tema per teatri in miniatura.

Dreambox
Dreambox “GIULIADREAMBOX: Little Mermaid” realizzata con tecnica collage da Giulia Adriana Leone

Tralascio, non perché meno importanti, ma perché aprirei un mondo vastissimo, tutte le arti che usano la carta come materiale di base da impastare per crearne uno nuovo. Tra questi nomino solo la cartapesta e le opere di carta fatta a mano, per le quali molti artigiani riciclano libri o giornali che altrimenti verrebbero scartati.

Ho lasciato volutamente per ultimi tutti gli esempi in cui il cartoncino, o più raramente la carta, vengono ritagliati e assemblati per creare oggetti tridimensionali. Questo è l’ambito che mi è più familiare, e quasi un’arte a sé. Per questo, vi do appuntamento alla prossima puntata!

Hai altri esempi di queste tecniche da consigliarmi? Ti incuriosisce in particolare una di queste tecniche, o hai scoperto qualcosa di nuovo in uno dei profili? Scrivimelo nei commenti!

A presto,
Elisa.

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