Come iniziare con il papercraft: carta, colla, forbici

Come iniziare con il papercraft: carta, colla, forbici
Questo tutorial è rivolto soprattutto a chi vuole iniziare a fare della carta il suo hobby, ma può servire come stimolo di riflessione anche a chi già pratica il papercraft da un po’. Parliamo infatti delle basi: carta, colla e forbici. Questo è tutto ciò che serve per partire.

Naturalmente, vi chiedo di considerare questo articolo solo un’introduzione al materiale e agli strumenti, uno spunto ad incuriosirsi ed approfondire.

Carta e cartoncino leggero, che si possono facilmente reperire in cartoleria

La carta

Il discorso riguardo alla carta, come potete intuire, potrebbe essere infinito, e lo porterò avanti con dei post divisi per tema. Qui vi do solo un paio di dritte per iniziare, riferite ai materiali di più facile reperibilità.

Intanto, con il termine “carta” intendo una varietà molto ampia di materiali, che comprende le veline, la carta crespa, la carta in senso stretto (di cui esistono un’infinità di tipi) e il cartoncino.

Il dato fondamentale che dobbiamo conoscere riguardo alla carta, o cartoncino, che stiamo usando è la grammatura, cioè il suo peso in grammi riferito alla misura di un (ipotetico) metro quadrato. Alcune carte leggere, tipo le veline, pesano da 20 a 40 g/mq, mentre i cartoncini più pesanti, come il mio amato Murillo, possono arrivare anche a 300-360 g/mq.
La misura dello spessore si usa solo per i cartoni o per alcuni tipi particolari di materiali plastici, che in genere non vengono usati per il papercraft.
Vale la pena ricordare che, a parità di grammatura, carte diverse possono avere una mano (cioè la sensazione che danno al tatto) o una resistenza diversa, a seconda delle fibre di cui sono composte o delle lavorazioni che subiscono… ma qui stiamo già andando su discorsi specialistici, che faremo più avanti!

Il secondo consiglio può sembrare banale: bisogna scegliere la carta – o il cartoncino – in base al progetto che vogliamo eseguire. In commercio ne esistono molti tipi, di diverse qualità e grammature, e azzeccare quella giusta è importante per la buona riuscita del vostro lavoro! Se seguite un tutorial, fate attenzione al tipo di carta che viene consigliata e attenetevi scrupolosamente a quella.

Fin dall’inizio, carta e cartoncino vanno scelti di buona qualità. Per fortuna basta affacciarsi in cartoleria o in molte edicole per trovare prodotti di marca, fra cui quelli di alcune note cartiere italiane, e potersi tranquillamente affidare a quelli, almeno per iniziare con la maggior parte dei papercraft!
Spesso bastano dei blocchi da disegno, che esistono in commercio sia bianchi che colorati: un blocco dura molto, e acquistandolo con fogli di una grammatura intermedia, come 220 g/mq, può tornare utile per provare progetti anche molto diversi fra loro.
Nella pagina “Papercraft non vuol dire…” racconto un piccolo aneddoto personale, che mi ha fatto capire molto di più di qualunque discorso teorico riguardo alla qualità della carta.

Due diciture un po’ più tecniche sono “acid free” (senza acidi) e “lignine free” (senza lignina, cioè senza fibre del legno). Le approfondiremo più avanti, ma per ora ci basta sapere che le carte e i cartoncini che le riportano sono solitamente più resistenti alla luce e all’usura.

Nell’articolo riguardo alla sostenibilità della carta, accenno anche ai due marchi FSC e PEFC, che certificano che il legname usato come base per la carta provenga da foreste gestite in modo etico e responsabile: è importante che ci abituiamo a controllare che sia presente su tutti i nostri materiali di base!

Vari tipi di colle per carta

La colla

Così come ho usato il termine “carta” per indicare una varietà di materiali, altrettanto potrei dire di “colla”.
Ho scoperto che è un argomento delicato, e bisogna usare una certa prudenza per discuterne con gli altri appassionati di papercraft! Ognuno difende le proprie teorie e preferenze, con argomenti che hanno a che fare con gusti personali molto più che con considerazioni oggettive; per questo premetto che parlo della mia esperienza, senza pretendere che valga per tutti.
Come in ogni campo, bisogna prendersi del tempo per sperimentare prodotti e consistenze, per trovare la propria preferita.

Bisogna tener conto di una cosa importante: le colle liquide inumidiscono la carta, e rischiano di deformarla o macchiarla. Se per certi lavori può non essere un problema, lo diventa nel momento in cui ho bisogno di avere una superficie liscia e l’incollatura deve essere invisibile, come ad esempio nei lati di una scatola. Per questo non amo le colle viniliche, o quelle trasparenti, pur sapendo che uniscono praticamente qualunque materiale.
In compenso, quando ho frequentato il suo corso di pop-up, Dario Cestaro ci ha raccontato di usare quasi esclusivamente colla vinilica stesa a pennello… e vista l’evidente differenza di esperienza fra di noi due, sicuramente ha ragione lui! 😉

Un buon sostituto, che adopero soprattutto per le piccole parti, come i minuscoli fiori di carta che abbelliscono le mie scatole, è la colla gel tipo attaccatutto, che incolla velocemente senza inumidire. Per renderla più densa, tante volte lascio aperto per qualche minuto il tubetto nuovo… ma non troppo, altrimenti mi tocca buttare tutto! Anche in questo caso, i prodotti di marca funzionano decisamente meglio di quelli a basso prezzo.

Ci sono molte ricette per preparare la colla in casa, partendo da polveri in commercio o anche da acqua e farina: naturalmente queste operazioni hanno bisogno di tempi lunghi ed esperienza per sperimentare, perché non è sempre facile raggiungere risultati soddisfacenti, come ci ha spiegato anche Stefania durante l’intervista che le ho fatto.

Per le scatole, mi servo solitamente del nastro biadesivo. Ne ho sempre in casa almeno tre altezze. Trovo utile questo tipo di incollatura perché è veloce, precisa, asciutta e pulita. Dall’altra parte, una volta attaccato, non c’è più verso di spostare l’incollatura o rimuoverla senza rompere le parti.
Nello scegliere un nastro biadesivo, bisogna fare attenzione a due cose: la prima è la tenuta, specie se deve essere applicato su parti che “tirano”, come succede spesso nelle scatole. Inoltre, come per la carta, bisogna che riporti la dicitura “acid free”, altrimenti tenderà ad ingiallire e lasciare segni che possono rovinare anche il lato visibile della carta.

Le mie forbici
Le forbici che uso normalmente: quella rossa è la più rovinata e mi serve anche per il nastro adesivo… o per essere portata in giro! Quella con il manico nero è una forbice da barbiere: è affilatissima e taglia molto bene… non la cambierei con nessun’altra!

Le forbici

Sgombriamo subito il campo da equivoci: per il papercraft non servono forbici particolari. Frequentando le fiere ho visto di tutto: forbici con la lama curva, piatta, arrotondata, di Teflon, autoaffilante, microseghettata… evidentemente sono strumenti ottimi, di solito piuttosto costosi, ma secondo me discutibili come utilità.

Resta valido il consiglio di scegliere delle forbici che siano ben affilate in modo da tagliare bene, ci stiano comode in mano, e di usarle solo per tagliare la carta. Per quanto mi riguarda, preferisco sceglierle di qualità media senza spendere troppo, ma cambiarle ogni volta che ne sento la necessità.
È bene averne una di riserva, anche da bambini, da usare solo per i nastri adesivi e da regalo, perché i primi lasciano degli strati di colla non sempre facili da pulire, e i secondi rovinano irrimediabilmente il filo delle lame.

Una forbice con lame medie o lunghe, che sia da carta o da stoffa, può andare bene per iniziare, affiancata da una più piccola con la punta per intagliare o ritagliare particolari sottili. Naturalmente, per chi usa filo di ferro, è indicato un tronchesino.

Ho trovato molto interessante la diretta Instagram fatta tempo fa da Tania, la bravissima paper florist de “La casa di Tania” riguardo proprio alle forbici. Il filmato non è più disponibile, ma per fortuna Tania ha raccolto le sue riflessioni e le sue esperienze sull’uso delle forbici per il papercraft in un post del suo blog: leggilo per avere il punto di vista di una vera professionista!

Soprattutto per chi pratica l’intaglio (o papercut), il bisturi è un altro strumento indispensabile… ma di lui parleremo più avanti, anche perché non fa parte delle nostre attrezzature base!

Spero di averti convinto che basta poco per iniziare questo hobby meraviglioso, che, ne sono sicura, ti appassionerà!
Se hai ancora dubbi, leggi la mia pagina “Perché diventare paper artist“, dove ti racconto tutti i motivi per cui vale la pena seguirmi in questo viaggio!
Per conoscere tutte le novità, avere un confronto con esperti e un calendario aggiornato di tutti gli appuntamenti in Italia (e magari dintorni) che parlano di carta, entra a far parte del nostro gruppo Facebook per paper artist, paper crafter o… semplici curiosi!

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